Chiesa di S.Maria di Valleverde
I gravi danni strutturali successivi al sisma del 2009 hanno costretto i Camardesi a fare a meno anche della chiesa di San Giovanni Battista nella quale si era soliti svolgere tutte tradizionali funzioni religiose. Questa mancanza ha ulteriormente acuito il malessere emotivo di una comunità in cui l’aspetto religioso rappresenta da sempre un importante elemento di condivisione sociale.
Partendo da questa considerazione, per la nostra Onlus è diventato dunque prioritario impegnarsi per mettere nuovamente a disposizione dell’intera comunità un luogo in cui poter continuare a mantenere vive le proprie tradizioni religiose ed a cercare conforto nella preghiera.
L’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza e la successiva riapertura dell’altra chiesa, quella della Madonna di Valleverde ha per questo rappresentato il primo impegno concreto dell’Associazione. La sua riapertura si sta realizzando attraverso l’esecuzione di un progetto di consolidamento strutturato in tre fasi successive, divise per tipologia ed importanza dei lavori da eseguire.
La prima fase ha riguardato tutte le operazioni necessarie a riparare e rendere fruibile l’intero edificio ai fedeli. I lavori, cominciati nel novembre 2009 sono stati ultimati il 23 dicembre dello stesso anno. Contestualmente a questa problematica l’Associazione si è impegnata nel far redigere l’intero piano di ristrutturazione da un progettista privato riuscendo altresì a far “rientrare” la chiesa di Vallevarde nel progetto denominato “Quaranta chiese per Natale” promosso dal DPC (Dipartimento di Protezione Civile) che ha finanziato i principali lavori previsti nella prima fase. Il finanziamento ha riguardato in totale solo 40 chiese delle centinaia danneggiate collocate all’interno del cratere. Alla presentazione del nostro piano di ristrutturazione la Curia dell’Aquila non ha posto alcun veto ed ha anzi perorato la causa. Grazie dunque al DPC ed all’aiuto sostanziale di numerose associazioni svizzere, sono stati realizzati lavori di consolidamento per un ammontare di € 96.000,00. Questa somma ha consentito di eseguire:
- riparazione delle crepe conseguenti al sisma;
-consolidamento degli angoli e delle pareti con lesioni;
- scavo ed impermeabilizzazione perimetrale della chiesa;
- revisione della copertura del tetto e sostituzione di canale di gronda e discendenti;
- rimozione del vecchio intonaco esterno e alcune parti di intonaco cadente all’interno;
- intonaco delle pareti esterne con apposite miscele traspiranti;
- intonaco delle pareti interne con apposite miscele traspiranti;
- tinteggiatura completa dell’interno della chiesa;
La seconda fase dei lavori prevederà invece il miglioramento dell’e chiesa sia da un punto di vista estetico sia da un punto di vista strutturale. Tutto ciò si concretizzerà nel rifacimento completo del tetto e nella realizzazione degli impianti interni. Il rifacimento della copertura avrà la duplice funzione di alleggerire i muri portanti dal peso dall’attuale struttura in cemento armato e rendere meno impattante l’aspetto estetico dell’opera. Considerata l’oggettiva importanza dell’elemento estetico è comunque opportuno porre l’attenzione soprattutto sulla solidità strutturale dell’edificio considerando che l’azione del sisma ha evidenziato la maggiore solidità di costruzioni con tetto in legno. Riguardo la parte dell’impiantistica, attualmente si sta procedendo alla valutazione dei costi per la realizzazione degli impianti: elettrico, di diffusione sonora e riscaldamento.
La terza fase è infine quella che riguarda l’ampliamento della chiesa con la costruzione di una piccola struttura adiacente la stessa con funzione di sagrestia attrezzata con bagno pubblico. Questa struttura potrebbe altresì ospitare la centrale termica per l’impianto di riscaldamento della chiesa se realizzato con termoconvettori ad acqua.
Nella tabella sottostante sono elencati i costi delle ultime due fasi dei lavori che verranno realizzate contestualmente al reperimento di tutti i fondi necessari.
























