Grandi Rischi, Valensise (Ingv): «Si sapeva che nel corridoio tra L’Aquila e Sulmona si sarebbero avuti terremoti come in passato».
Torna in aula il processo Grandi rischi che, archiviati i testi di parti civili, prosegue con le testimonianze prima diGianluca Valensise, geologo dell’Ingv, e subito dopo del geologoAntonio Moretti, ricercatore dell’università de L’Aquila. «In Italia conosciamo il 70 – 80 per cento delle faglie, tendiamo a conoscere di meno quelle in mare e maggiormente quelle su terra ferma – ha affermato il funzionario della sala sismica dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia –. Nell’aquilano, la faglia che ha causato il terremoto del 6 aprile 2009 non era conosciuta con esattezza, solo dopo il sisma abbiamo notato che era leggermente più a ovest rispetto a dove ritenevamo che fosse».
Ricostruzione: Cialente risponde a Chiodi «Dal Comune dati oggettivi».
«Vorrei sempre evitare polemiche pretestuose ma, nell’interesse della Città sono costretto a puntualizzare i dati e le
mie affermazioni: solo partendo da dati oggettivi, infatti, si possono risolvere i problemi. Mascherandoli, o sottacendoli, al contrario, si persevera in un delittuoso atteggiamento che, complice l’abbandono di fatto della Città da parte del Governo Berlusconi, a partire dalla prima metà del 2010, ha fatto si che pressoché nulla si sia fatto in questi tre anni, che la ricostruzione pesante sia ferma e nulla sia accaduto, neanche un centesimo investito, per il rilancio economico e produttivo». A sottolinearlo, attraverso una nota è il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.
In Abruzzo tanti contributi inutili dopo il terremoto.
In Abruzzo la ricostruzione dopo il sisma del 2009 ha richiamato anche l’attenzione della Corte dei Conti per una (al momento) imprecisata quantità di fondi persi in un intreccio di lungaggini e sprechi. Un “pregiudizio erariale” viene segnalato per i “gravi ritardi accumulati nella realizzazione dei moduli abitativi provvisori”. E’ quanto si legge oggi sul quotidiano La Repubblica, che evidenzia come dalle relazioni dei magistrati contabili emerga un Paese che non sa come spendere le sue risorse. Una “gestione improvvisata” che va anche “oltre la malafede”: così si perdono i soldi dei contribuenti.
Ricostruzione senza conoscere sottosuolo e cavità: urbanistica peggio di prima.
Una ventina di frazioni del Comune dell’Aquila, manca di studi di microzonazione sismica cioè non se ne conosce
ancora il sottosuolo e non ne sono state censite le cavità, al di sotto delle abitazioni e delle strade. Quelle stesse cavità, che nel centro storico del capoluogo restano un mistero. I tecnici del Comune dicono che è stato aperto un tavolo con la Regione, perché la microzonazione del capoluogo sia conclusa, ma non ci sono fondi per pagare geologi e studi, per portare a termine l’esame del sottosuolo dell’aquilano. Intanto però, andiamo avanti con i piani per la ricostruzione.
Il più grande cantiere d’Europa.
Da “Striscia la Notizia” l’ultimo, triste servizio dal più grande cantiere d’Europa























