In Abruzzo tanti contributi inutili dopo il terremoto.
In Abruzzo la ricostruzione dopo il sisma del 2009 ha richiamato anche l’attenzione della Corte dei Conti per una (al momento) imprecisata quantità di fondi persi in un intreccio di lungaggini e sprechi. Un “pregiudizio erariale” viene segnalato per i “gravi ritardi accumulati nella realizzazione dei moduli abitativi provvisori”. E’ quanto si legge oggi sul quotidiano La Repubblica, che evidenzia come dalle relazioni dei magistrati contabili emerga un Paese che non sa come spendere le sue risorse. Una “gestione improvvisata” che va anche “oltre la malafede”: così si perdono i soldi dei contribuenti.
Ricostruzione senza conoscere sottosuolo e cavità: urbanistica peggio di prima.
Una ventina di frazioni del Comune dell’Aquila, manca di studi di microzonazione sismica cioè non se ne conosce
ancora il sottosuolo e non ne sono state censite le cavità, al di sotto delle abitazioni e delle strade. Quelle stesse cavità, che nel centro storico del capoluogo restano un mistero. I tecnici del Comune dicono che è stato aperto un tavolo con la Regione, perché la microzonazione del capoluogo sia conclusa, ma non ci sono fondi per pagare geologi e studi, per portare a termine l’esame del sottosuolo dell’aquilano. Intanto però, andiamo avanti con i piani per la ricostruzione.
Il più grande cantiere d’Europa.
Da “Striscia la Notizia” l’ultimo, triste servizio dal più grande cantiere d’Europa
Terremoto: l’assemblea cittadina si prepara alla protesta.
Il 18 febbraio è la data in cui probabilmente gli aquilani torneranno a protestare contro la ricostruzione ferma e i problemi legati alla gestione dell’emergenza e dell’assistenza alla popolazione. Una data ancora da confermare, ma l’assemblea cittadina, riunita questa mattina nella tenda di piazza Duomo in una domenica di sole quasi normale, è determinata: «Si protesterà». Nel mirino dei cittadini ancora una volta la ricostruzione bloccata, con le 7.443 pratiche ferme a Reluis. Read more
Ricostruzione-lumaca, Di Stefano diffida il Commissario.
L’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro di Stefano e il dirigente comunale Vittorio Fabrizi mettono le mani avanti indirizzando una nota che suona come una messa in mora nei confronti del commissario alla Ricostruzione. «I sottoscrittori non si riterranno responsabili in merito ai ritardi relativi al rilascio dei buoni contributo sia per le pratiche pervenute dopo il 31 agosto 2011 sia per quelle eccedenti il sessantesimo giorno della loro presentazione, quando imputabili a responsabilità diverse da quelle del Comune.























