A L’Aquila trovati i colpevoli: i cittadini attivi.
L’assemblea cittadina dell’Aquila esprime la piena solidarieta’ a tutti i concittadini che, durante i mesi appena trascorsi, hanno ricevuto avvisi di garanzia e denunce per comportamenti che, non possono considerarsi reati: a partire dall’assurdo sequestro delle carriole e relative denunce, alla convocazione di assemblee, passando per l’occupazione di uno spazio pubblico agibile e finendo con le manifestazioni e la presunta violazione della zona rossa. Gli accadimenti suddetti si sono registrati in una citta’ nella quale non esistono diritti ma solo arbitrio e divieti. Una citta’ ferma e morente ove manifestare, occuparsi delle macerie, rendere fruibili spazi pubblici, verificare lo stato delle strade e dei vicoli, invece che essere guardati come gesti di una popolazione che non si arrende all’immobilita’, vengono considerati reati e i cittadini vengono perseguiti.























