Studenti fuori sede, una vita in camper.
Trascorrere la vita nei non luoghi è divenuta la quotidianità per le oltre 70 mila persone che all’Aquila vivevano, lavoravano, studiavano, esistevano. La transitorietà ha sostituito la sicurezza nel vivere quotidiano della comunità con spazi che non possono essere definiti né identitari né storici. A dare vita ad una nuova l’Aquila sono sogni, paure, desideri che si intrecciano con la ricostruzione e il mercato globale, alle strategie di marketing urbano. Quello che oggi è apprezzato, e che resterà valido anche domani e dopodomani, è la capacità di sentirsi sicuri in una città che ha tradito strutturalmente i suoi abitanti, che li ha costretti a rivalutare la loro vita affrontandola a breve termine.























