Dice che “La Corrida”.
Dice che ieri sera alla Corrida su Canale 5 Don Osman, il parroco di Roio Poggio, Roio Piano, Roio Colle e Santa Rufina, ha vinto la puntata interpretando “La Bomba”, una canzone di Ricky Martin. Congratulazioni!
Città e territorio o città-territorio.
Si fa un gran parlare di centro storico, di piani di ricostruzione, di incremento del limite di convenienza economica per il
recupero degli edifici di particolare pregio storico-artistico. Finalmente si comincia a discorrere anche di bacini sciistici, di alberghi, di campi da golf che si configurano come primi segni di una rinascita economica. Nonostante la scenario della ricostruzione vada ampliandosi e arricchendosi di nuove forme progettuali, esso si presenta ancora nebuloso e colmo di buchi neri. D’accordo sulle prospettive di rapida ricostruzione del centro storico e sulla messa in atto, laddove possibile, di quelle strategie di micro-chirurgia urbana e architettonica che lo facciano brillare di nuova luce ed attrattività; d’accordo sulla realizzazione di infrastrutture che favoriscono la valorizzazione del nostro patrimonio naturalistico e la ripresa dell’economia turistica.
Mettiamoci tutti in Riga, e usciamo con calma.
E’ quello che insegnano ai bambini nelle nostre scuole. Finito il terremoto (non durante la scossa), si esce in fila, una mano sulla spalla del bambino che precede, e ci si raccoglie fuori della scuola. Se qualcuno era fuori classe si inserisce nella prima fila che vede, non è importante l’ordine, eccetto per il primo e ultimo bambino della fila. Logico, sensato, semplice da attuare, facile da imparare e da ricordare. Se proprio non sapete cosa fare in caso di una scossa, se proprio non sapete dove andare, fate come i bambini delle nostre scuole.
Video: le proteste dei comuni dopo l’ultima ordinanza sulle macerie.
L’ultima ordinanza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che parla anche di macerie, svuota di fatto le competenze dei comuni. Alcune frazioni dell’Aquila protestano perché sommerse dalle macerie, tra le quali Tempera e San Gregorio.
Terremoto e ricostruzione: “A Sumatra meglio che a L’Aquila”. E il tessuto sociale si distrugge.
Una ricerca che ha coinvolto tre università italiane svela i numeri del post sisma. E le responsabilità di chi ha gestito l’emergenza:
“La calamità è stata affrontata in modo paternalistico e centralista”. Per il 70% degli abitanti “la comunità è morta quella notte”. “In Indonesia la ricostruzione dopo il terremoto procede meglio che a L’Aquila”. E’ la conclusione di David Alexander, tra i massimi esperti europei di grandi disastri e curatore di una ricerca (che ha coinvolto tre atenei italiani) sul post terremoto in Abruzzo. Moltissimi casi di depressione, crisi occupazionale, crescente utilizzo di alcool e droghe. Sono soltanto alcuni dei problemi che il terremoto ha lasciato in eredità alla provincia aquilana, dove la ricostruzione è ancora un miraggio. Le colpe non mancano.






















