Stop a baraccopoli e bivacchi.

2 settembre 2010 da Gianluca De Cecchis
Pubblicato in: Comunità, Novità 

Al bando accampamenti, tendopoli o bivacchi nelle aree verdi o altri luoghi pubblici e privati sprovvisti di adeguati servizi igienici. Lo prevede una nuova ordinanza del sindaco presentata ieri dall’assessore alle Politiche sociali, Stefania Pezzopane, e dal comandante dei vigili urbani, Eugenio Vendrame.  L’ordinanza dispone sanzioni amministrative, con ammende che arrivano fino a 500 euro, e la rimozione degli insediamenti provvisori.

 L’obiettivo è quello di ridurre le numerose aree abusive il cui numero si è moltiplicato dopo il terremoto del 6 aprile.  «L’Aquila», ha spiegato l’assessore Stefania Pezzopane, «non rinuncia certo ad essere la città della solidarietà, specie in un momento delicato come questo. Ma bisogna regolarizzare e mettere a norma gli insediamenti per una questione di decoro e di sicurezza anche dal punto di vista igienico».  «Spesso», ha sottolineato ancora la Pezzopane, «questi insediamenti abusivi vengono realizzati dagli operai delle ditte impegnate nella ricostruzione che, per abbassare i costi, non predispongono adeguate misure abitative per i loro dipendenti. Invitiamo le ditte a partecipare con più saggezza alle gare, considerando che ci sono costi da sostenere per gli alloggi degli operai, su cui non possono pensare di risparmiare con la realizzazione di baraccopoli».  Numerosi gli esempi di accampamenti a ridosso dei cantieri, ma anche nei portoni di abitazioni inagibili. Episodi più volte denunciati alla polizia municipale.  L’ordinanza è frutto di un lavoro sinergico con la questura e la prefettura.  «Si tratta», ha spiegato Vendrame, «di un provvedimento che guarda in prospettiva. Cerchiamo di intervenire ora per non rischiare che, fra qualche tempo, queste realtà diventino stabili e difficili da sradicare dal territorio. Il primo intervento sarà sicuramente quello della rimozione della roulotte presente a piazza d’Armi, ormai lì da tempo senza una chiara motivazione. Naturalmente», ha sottolineato il comandante, «il nostro obiettivo non è quello di colpire coloro che vivono realmente una situazione di disagio. Anzi, in qualche modo andiamo loro incontro per evitare che la troppa tolleranza li renda col passare del tempo invisibili».  Proprio per risolvere questo tipo di emergenze, il Coordinamento di associazioni, «Ricostruire insieme» ha chiesto più volte un tavolo di confronto per trovare alloggi agli operai, partecipando a diversi incontri in varie sedi istituzionali. Di fatto, sono proprio le imprese edili spesso ad accusare maggiori problemi logistici.  «Vogliamo dare un segnale forte», ha aggiunto la Pezzopane, «anche in relazione alle difficoltà di reperire alloggi in città. È importante organizzare bene la permanenza alloggiativa nel nostro capoluogo anche in relazione alle difficoltà di inserimento sociale».

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